Se pensiamo che solo adesso, dopo lunghi periodi di chiusura
dei luoghi di cultura a causa della pandemia, i musei tornano ad aprire, almeno
in quelle fortunate regioni che hanno riconquistato la zona gialla, questa è
davvero “L’ora dello spettatore”!
“L’ora dello spettatore” in realtà è il titolo di una mostra
esposta al Palazzo Barberini di Roma in cui noi spettatori, che spesso stiamo
nell’ombra, veniamo esplicitamente chiamati in causa.
Varcata la soglia della prima sala, due grandi specchi ci
accolgono e ci rendono subito protagonisti, a celebrare il protagonismo degli
spettatori è però Giandomenico Tiepolo. Nel suo piccolo e prezioso dipinto
gli astanti, diversi
per pose e abbigliamento, si affannano
tutti ad osservare il “Mondo Nuovo”.
Percorrendo le sale di Palazzo Barberini ci accorgeremo come
gli artisti vissuti tra il ‘500 ed il ‘700 hanno adottato espedienti sempre
nuovi ed originali per catturare lo sguardo dello spettatore e creare un
dialogo tra osservante ed osservato.
Ne è un esempio la "Salomè" di Guido Reni che sembra venirci
incontro ed offrirci la testa del Battista su un elegante piatto d’oro o la "Giuditta" di Jhoann Liss; mai immagine è stata più cruenta e raccapricciante,
noi siamo lì, davanti a quel corpo accasciato e a quella testa decapitata,
Giuditta è davanti a noi, si gira e ci guarda, siamo complici, non abbiamo via
di scampo.
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Jhoann Liss: Giuditta |
E se nella "Buona ventura" di Vouet il giovane credulone è
intento a farsi leggere la mano ignaro di quanto stia accadendo, alle sue spalle
la vecchietta con un sorriso beffardo e uno sguardo ammiccante sembra chiamarci
per renderci complici del furto che sta attuando.
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Vouet: La Buona Ventura |
Talvolta capita anche di essere di troppo, a rivelarlo è il "Giovane davanti al cavalletto" di Van Oost, il ragazzino si sente spiato, il suo
sguardo non incrocia ancora il nostro ma ci fa già sentire come degli intrusi.
Con "Venere, Marte e Amore" il Guercino rappresenta la varietà di reazioni che i
personaggi dipinti offrono al riguardante, Marte infatti appare contrariato alla
vista di Venere che volge la sua amorevole attenzione al fortunato spettatore già colpito dal potente dardo di Cupido.
L’immagine più iconica della mostra è però la "Ragazza in
cornice" di Rembrandt, la donna ci fissa e, mentre sembra che voglia uscire dal
quadro e raggiungerci, appoggia le sue mani sulla finta cornice, ma dove
finisce la finta cornice e dove inizia quella reale? E' quasi impossibile
stabilirlo, si può dire che la ragazza abbia già invaso il nostro stesso spazio.
L’ultima sezione della mostra non poteva che essere dedicata
al voyeurismo, in questa sala la cornice del quadro diventa il buco della
serratura da cui il curioso spettatore spia, ma la sensazione di spiare lontano
da occhi indiscreti sembra svanire come rivela la "Venere" di Lavinia Fontana che, incurante del gesto del focoso Marte, si gira e volge il suo sguardo
attento proprio verso noi spettatori indiscreti.
Io stessa mi sono lasciata coinvolgere da questo incessante gioco di sguardi e non ho potuto fare a meno di immortalare con uno scatto uno sconosciuto visitatore intento ad ammirare il ritratto di "Giovanni Battistsa Caselli", ma non sono passata inosservata, è proprio a me che Caselli volge il suo sguardo.
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Sofonisba Anguissola: Ritratto di Giovanni Battista Caselli |
La mostra sarà aperta fino al 28 febbraio 2021.