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Gae Aulenti nell'edificio. |
La
mostra in scena al Vittoriano, si presenta come una panoramica sulle collezioni
del famoso museo parigino. Il punto di vista adottato prescinde
dall’esaltazione di artisti e opere, permettendoci un viaggio che attraversa
tutto il 1800 per arrivare ai primi del 1900, in cui è evidente il cambiamento
che ha messo fine alla concezione di pittura intesa in senso classico.
Introduce la storia del museo stesso, passato da stazione di lusso, a hotel, a
penitenziario improvvisato durante la seconda guerra mondiale fino alla
rielaborazione a museo diretta dalla grande e da poco scomparsa Gae Aulenti.
Ben 63 opere ci accompagneranno in un percorso che evidenzia come il dipingere
accademico venga pian piano soppiantato da nuove tecniche, nuovi temi, e come la pittura passi da impeccabile
esercizio di tecnica a modo per raccontare la realtà quotidiana in dinamico
mutamento. Le veneri vengono sostituite da prostitute, ballerine o semplici
spettatori di teatro, i santi da portatori di carbone, aborigeni e
contadini.
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Alexandre Cabanel - Thamar |
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Paul Guigou - Lavandière |
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Paul Gauguin - Le repas |