lunedì 16 marzo 2015

OLTRE IL TEMPO, tra passato e presente

Nell'avveniristico scenario del Museo dell’Ara Pacis si è svolta il 13 e 14 marzo, in occasione delle celebrazioni ufficiali dei Santi Cirillo e Metodio, co-patroni d’Europa e pionieri dell’evangelizzazione del Vecchio continente, la mostra Oltre il tempo, dove fili e tessuti  si legano a storia e memoria.
Due istallazioni, Il Cammino della speranza ed Il Fuoco della speranza, espressione della fede e spiritualità cristiana che attraversa i secoli fondendo l’antica arte della tessitura a telaio con tecniche e materiali moderni ed insoliti. Le artiste e sorelle Marussia e Tania Kalimerova vogliono offrire una speranza, nonché testimonianza, attraverso la vita e le opere dei Santi Cirillo e Metodio, sottolineando l’identità e la cultura della loro nazione di origine, la Bulgaria.




Un Filo di Arianna che unisce Oltre il tempo passato e presente ispirandosi all'opera ed al messaggio salvifico dei due Santi; linguaggio personale di due artiste, specchio dello spirito, tradizionale ma forte, di un Paese che ha conquistato la propria libertà con tenacia.

Al centro del Cammino della speranza, opera di Marissa Kalimerova, è l’antica arte bulgara della tessitura rivisitata in chiave moderna tramite l’interazione di materiali quali seta, lana, rame, bambù e rexon.  Con la voce rotta dall'emozione l’artista descrive i 320 metri di istallazione che le sono costati 15 anni di lavoro, tutto eseguito a mano. Il nobile intento dell’opera è quello di dare forma alla bellezza lanciano un messaggio di speranza alle future generazioni. Ogni passo del cammino di una vita è rappresentato da una riga tramite l’intreccio di colori e materiali inattesi.

Con il Fuoco della speranza Tania Kalimerova vuole portarci a riflettere su come il cammino della speranza passi necessariamente per il fuoco crudele e purificatore dell’esistenza, intaccando, spesso, la volontà di proseguire ed affrontare le difficoltà. La religiosità delle icone si fonde con la materialità delle idee, rappresentata dalla tessitura a telaio verticale, e la leggerezza dello spirito narrata tramite l’ausilio della carta giapponese. Immagini devote e caratteri in cirillico si alternano, di rosso velate, a rammentare l’antico divieto di leggere le Sacre Scritture in una lingua che non fosse il latino.


Il filo come rappresentazione fisica del dialogo, di un percorso lungo e difficoltoso che porta da un capo all'altro nello scambio e nell'unione delle differenze, simbolo della coesione e della speranza necessarie per affrontare le sfide del futuro.


Testimonianza di passione, sensibilità ed abilità manuale, le due opere sono state esposte in prestigiose sedi in Bulgaria, Francia, Italia, rinnovandosi sempre in un percorso itinerante.
Ad arricchire l’Evento una giornata di studi con conferenze dedicate al tema dei due Santi.


Ilenia Maria Melis

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